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Ipnosi

Qualche anno fa ho cominciato ad interessarmi di ipnosi e ho frequentato un buon numero di corsi e maestri, sempre più persone mi contattano per una seduta d’ipnosi, quelle di seguito sono alcune mie riflessioni su questa affascinante tecnica.

L’ipnosi è una condizione psichica caratterizzata da uno stato intermedio tra la veglia ed il sonno, denominato trance. Durante lo stato di trance, la cui intensità può variare da leggera a profonda, il soggetto focalizza la sua attenzione sulle parole e le indicazioni dell’ipnotizzatore, il quale riesce così con maggiore facilità a superare tutti quegli ostacoli e quelle difese che solitamente si frappongono in una comune relazione tra esseri umani. Una volta raggiunto lo stato di trance, oltre ad una piacevole sensazione di relax si può lavorare in molti sensi, cercando di affrontare la dipendenza da fumo o da cibo, affrontando con grande impatto emotivo il passato, oppure ottenendo una sospensione da un particolare dolore fisico (analgesia). L’ipnosi è un metodo scientifico riconosciuto tra gli altri dall’APA (American Psychiatric Association) e dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

Spesso però il mondo dell’ipnosi, nel senso comune, è dominato da dei pregiudizi che sono difficili da scacciare e che possono rendere difficile l’entrata in trance del soggetto. L’immagine dell’ipnotista è infatti quella di un uomo dotato di poteri quasi sovrannaturali, che, attraverso lo sguardo (od il suo “fluido magnetico”), riesce ad assoggettare la persona che ha davanti fino a farle fare qualunque cosa egli voglia (come nel famoso film di Woody Allen “la maledizione dello scorpione di giada”). Ovvio quindi che, date queste errate premesse, le persone siano spesso impaurite e reticenti di fronte ad una seduta di ipnosi.

In realtà le cose sono molto diverse da quelle descritte dalla letteratura e dal cinema; il soggetto ipotizzato non fa quello che l’ipnotista gli dice senza che se ne renda conto, il soggetto ipnotizzato resta sempre e comunque in possesso delle sue facoltà intellettive, solo che, se concede fiducia alla relazione ipnotica, restringe l’area del pensiero fino ad abbandonarsi alla voce dell’ipnotista, concedendosi così un “viaggio” dal quale può tornare in qualunque momento lo voglia o in qualunque momento senta di volerlo interrompere.

Non esistono persone che non possono entrare in trance, esistono però persone che non VOGLIONO entrarci, perché incapaci di abbandonarsi completamente alla voce del terapista. Spesso questi soggetti lanciano una sfida al professionista “Scommette che non mi ipnotizzerà?”; questo tipo di sfide non sono proficue per nessuno, e personalmente, non le ho mai raccolte; in fondo essere in trance è una piacevolissima sensazione, e se la persona che ho davanti non vuole andarci, è una sua rinuncia ad un’interessante esperienza. A me non cambia molto se chi ho davanti non si abbandona, a lui invece potrebbe cambiare qualcosa.

Insomma, sia per curiosità, che per relax, che per avere un aiuto nello smettere di fumare, o ridurre la quantità di cibo ingerito, o per avere un aiuto nella gestione dell’ansia, l’ipnosi è una tecnica utile ed efficace. Purché sia fatta da professionisti qualificati e inserita all’interno di un contesto terapeutico che abbia un senso.