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CTU e CTP Aspetti Teorici e Pratici – II parte

Il Giudice ci porrà il quesito, e poi: “allora è tutto chiaro dottore?” risposta: “NO…” IL QUESITO DEL GIUDICE DEVE ESSERE ASSOLUTAMENTE CHIARO. Si può chiedere qualunque cosa non si sia capita, senza aver timore di fare la figura dell’imbecille. “mi scusi Signor Giudice ma con […] che cosa intendeva dire?” Si parla sempre di quesito (singolare) ma attenzione ai sotto quesiti, perché spesso gli aspetti che si vuol indagare sono più di uno.

Bisogna prestare attenzione fin da subito al quesito e fin da subito pensare a come ci si vuole muovere in quanto è possibile avvalersi di ausiliari che possono collaborare nello svolgimento di un particolare aspetto della perizia (occhio però che farseli poi rimborsare non è sempre cosa semplice…), gli ausiliari vanno fatti nominare all’udienza di convocazione se si vuole rimettere la loro parcella al Tribunale. L’ausiliario va pagato subito, poi noi riceveremo il rimborso.

I tempi della relazione scritta vanno “mercanteggiati” e siamo noi a doverli stabilire possono essere, 60 o 90, o più giorni a seconda della complessità del caso. MAI accettare 30 ma difficilmente possiamo chiedere 90, ma è sempre meglio provarci. Il mio consiglio è attenersi sempre sui 90 giorni, tenendo a mente che è sempre possibile chiedere un’ulteriore proroga.

La frase:

“Chiedo 60gg a partire dall’inizio delle operazioni peritali previsto per (data in cui credi d’iniziare) alle ore xx:xx presso il mio studio privato di via Lazzerini 4 con un incontro preliminare con le parti”; poi: “Signor Giudice, per il ritiro del fascicolo processuale, io passerei domattina alle 11:00 presso la segreteria del Tribunale”

Così facendo sono gli avvocati e non il CTU che devono avvertire i CTP. Se per caso ci dimenticassimo di chiedere in seduta il fascicolo con gli atti, ci vorrebbe poi parecchio tempo per ottenerlo. Il fascicolo va tenuto come un figlio (GUAI a perderlo e va restituito alla consegna della perizia (nel penale) o della relazione (nel civile).

Finito il dibattimento, quando si alza il Giudice, NON andare via, ma andare a FIRMARE dal cancelliere.

Il CTU può avere accesso a tutta la documentazione clinica dell’imputato.


CTU e CTP Aspetti Teorici e Pratici – I parte

Voglio qui scrivere alcune note che preparai in occasione di un corso sull’argomento che tenni qualche tempo addietro e che, molto probabilmente, vedrà una nuova edizione prossimamente. Vogliate intendere queste note come una prima infarinatura per chi si approccia, all’affascinate e complesso mondo della psicologia giuridica. Sperando di fare cosa gradita.

Cominciamo con un qualche definizione e con qualche nota pratica…

C.T.U. = Consulente Tecnico d’Ufficio. Deve mettere da parte lo stile dello psicologo. È una nuova forma mentis, in quanto si deve abbandonare il “possibilismo” e l’elasticità tipica della professione di psicologo (MAI dire: è probabile che… è possibile che…) BISOGNA ESSERE MOLTO CHIARI, PRECISI E DEFINITIVI. Il Giudice non vuole margini di dubbio. È nominato dal Tribunale e deve essere iscritto al relativo Albo.

C.T.P. = Consulente Tecnico di Parte. È l’esperto nominato dalla parte (avvocato della difesa o dell’accusa). Questo può non essere iscritto all’Albo.

Il CTU NON può rifiutare l’incarico. Al momento dell’avviso di nomina deve andare. Può rifiutarsi solo se:

  1. Ha avuto una qualche forma di rapporto con una delle parti in causa
  2. Ha gravi motivi di salute (ospedalizzazione)

Nel primo caso dobbiamo fare comunicazione immediata al Giudice (3 giorni di tempo) chiedendo un incontro con lui per esporre i motivi che impediscono l’assunzione dell’incarico. Il Giudice può o meno accettare le nostre ragioni.

Quando l’ufficiale Giudiziario porta la convocazione bisogna guardare il NUMERO DI RUOLO GENERALE (appare in alto a destra, nella convocazione) quello è l’identificativo della causa cui siamo chiamati. Il foglio di convocazione è dato Brevi Manu e finché non lo si firma si è liberi, dopo aver firmato siamo obbligati a portare in fondo il lavoro. Anche rispondere al telefono ha valenza costrittiva.

PRIMO INCONTRO COL GIUDICE OVVERO LA SEDUTA DI CONFERIMENTO

Il  mio consiglio è quello di andare in Tribunale almeno un’ora prima al fine di trovare l’Aula dell’udienza. Bisogna premurarsi sempre di avere la certezza che sia la stanza giusta, buona norma è quella di non fidarsi neanche del report davanti alla porta e di chiedere sempre alle persone che sono in attesa davanti alla porta (tanto ci sono sempre).

Il CTU entra in Aula: Se il Giudice non c’è ci possiamo mettere seduti (ALLA DESTRA DEL GIUDICE), poi quando entra ci si alza. Se il Giudice c’è si rimane in piedi davanti alla nostra sedia finché egli non ci dice di sedere, chi c’è di solito in Aula?

  1. Giudice
  2. CTU
  3. Cancelliere
  4. Legali e CTP

Il Giudice poi c’inviterà a dire chi siamo e che lavoro facciamo: “Sono il dottor Cristiano Pacetti, psicologo, con studio privato in Prato, via Lazzerini 4…”

Per tutto il tempo del dibattimento il nostro UNICO referente sarà il Giudice.

Poi ci sarà il giuramento di rito in cui bisogna solo dire “lo Giuro” senza altre boiate come nei film americani, tipo mani alzate o mani sulla Bibbia. Ricordatevi che NON ci si può rifiutare di giurare, è obbligatorio! Dopo il giuramento dobbiamo prestare massima attenzione a tutto…