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L’efficacia della psicoterapia

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha stimato che la depressione sarà la seconda causa di morte e disabilità nel 2020 e la PRIMA nel 2030. Mediamente una persona con depressione presenta il 50% di disabilità in più rispetto a persone che patologie croniche come angina, artrite o diabete. Il problema dei disturbi dell’umore è un problema enorme, che coinvolge non solo la persona singola, ma anche la sua famiglia, e più in generale tutta la società. Le ore di lavoro perse, le spese per i farmaci e l’accesso a servizi pubblici, gli esami inutili e costo dei farmaci, spesso inadatti a risolvere definitivamente il problema, si configurano come un costo sempre più difficilmente sostenibile per lo Stato. Ecco perché nel 2008 l’Inghilterra propose di affrontare questo problema in un modo innovativo, e stanziando un finanziamento di 372 milioni di euro, dette vita al progetto IATP (Improved Access to Psychological Therapies), finalizzato ad offrire trattamenti psicoterapeutici ai cittadini britannici. In poche e riassuntive parole si tratta di una specie di “psicologo di base” che, esattamente come il medico di famiglia si è occupato di prendersi cura della salute psicologica di un certo numero di pazienti.

Nel corso di appena 3 anni hanno fatto ricorso a questa soluzione un milione di persone, un milione di cittadini britannici hanno potuto usufruire di un servizio efficace e ben strutturato per la cura dei disturbi dell’umore attraverso la psicoterapia. I risultati di questo progetto sono adesso in elaborazione, ma dai primi resoconti emerge un quadro di eccezionale efficacia per il paziente e di enorme risparmio per lo stato. Che la psicoterapia fosse una risorsa efficace lo si sapeva da tempo, ma questa è la prima volta che l’efficacia del trattamento viene sottoposta ad analisi scientifica con numeri imponenti. Vorrò aggiornare questo post nel momento in cui i dati saranno disponibili per la loro interezza.