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Ciclo di Vita Familiare (prima parte)

Quelle descritte di seguito sono le fasi che un individuo (che ha la fortuna di vivere abbastanza a lungo), si trova a dover affrontare. Ovviamente le età alle quali ognuno di noi arriva ad una determinata fase variano sia a seconda della storia individuale che delle facilitazioni (o degli ostacoli) che via via, nel percorso dell’esistenza si è andati incontrando. Questa schematizzazione è molto importante ed utile perché è una mappa che può darci delle valide indicazioni sul periodo che stiamo vivendo, aiutandoci a fare luce sulle questioni che di volta in volta, in quel determinato momento dell’esistenza, ci si pongono davanti. Le fasi nella loro interezza sono sei, per comodità di lettura le dividerò in due articoli, sotto con le prime 3!

1) GIOVANE ADULTO: I sintomi più frequenti possono essere: inibizioni, problemi comportamentali e di condotta, accettazione del proprio corpo e della propria identità, disturbi alimentari, tossicomanie, disturbi psicosomatici, stati emotivi di carattere reattivo ed in generale comportamenti con un profondo significato di rottura o provocazione. E’ possibile leggere in molte delle manifestazioni sintomatiche più tipiche di questa fase una mirata funzione oppositiva e sfidante nei confronti delle figure di accudimento. Il giovane è teatro di forze opposte che insistono in lui: autonomia e indipendenza vs bisogno di appartenenza

La famiglia frequentemente si rivolge al terapeuta per risolvere problematiche di gestione del figlio oppure legate alla triangolazione.

2) SVINCOLO: Così come ogni altra fase anche questa è il prodotto della fase precedente, è quindi di fondamentale importanza la modalità con cui si è compiuto il processo d’individuazione. Una volta realizzata l’individuazione la persona mira ad avere stabilità, maggiore responsabilità e, se possibile, a creare una nuova famiglia. Bisogna ricordare che una “nuova” famiglia non è mai una nuova famiglia, in realtà è il risultato dell’incontro di due sistemi familiari preesistenti. Vengono quindi definiti i confini e le distanze con le famiglie d’appartenenza, vengono mediate regole e ruoli all’interno del nuovo sistema.

Le manifestazioni sintomatiche sono ancora legate ad una più o meno avvenuta individuazione e possono essere: psicosi nei figli, nei genitori se c’è stato un episodio precedente ma anche una varietà di disturbi di area nevrotica.

3) NASCITA DEL PRIMO FIGLIO: L’equilibrio del giovane sistema coppia si modifica e comincia a costruire i così detti vincoli indissolubili, si fortificano le basi del nuovo sistema familiare. Con la nascita del primo bambino, il sistema precedentemente diadico (a 2) si trasforma in un sistema a tre che non è mai strutturato secondo la formula 1+1+1 = 3 ma bensì 2+1 = 3.

Questo è un periodo caratterizzato da grande criticità, si possono riattivare nei padri tematiche filiari ed inerenti al proprio stile di attaccamento, mentre nella donna possono insorgere problematiche relative alla genitorialità. Spesso le madri sonno assolutamente assorbite dal loro ruolo genitoriale, tanto da sacrificare o trascurare la relazione coniugale, mentre i padri possono allontanarsi e rinunciare sia alla funzione di genitori che di coniugi. Si deve doverosamente ricordare che durante le ultime successioni generazionali il coinvolgimento della figura paterna nelle funzioni educative e di accudimento si è notevolmente intensificato, riconoscendo alla figura maschile un ruolo attivo nella crescita del proprio figlio. Le problematiche che la famiglia deve affrontare sono spesso legate al tradimento o all’abbandono del nucleo familiare da parte del padre che gradualmente diventa sempre più periferico.

Le tematiche di coppia costituiscono quindi la vera area di problematicità di questa fase, il sistema deve riorganizzarsi prontamente e far fronte comune ai cambiamenti prodotti dalla nascita del figlio nell’equilibrio familiare. Infatti, nell’uomo, come è già stato detto, la gravidanza della compagna può scatenare tematiche legate all’abbandono e al sentirsi trascurati. 

Altro fenomeno di particolare rilevanza è la depressione post partum che spesso rimanda a difficoltà ed inadeguatezza legate alla genitorialità. Solitamente in questo periodo del ciclo vitale riappaiono i membri della famiglia di origine, questo comporta nuove modalità di gestione ed una ridefinizione dei rapporti con essi. I confini familiari diventano più permeabili, questo può quindi riattivare vecchi conflitti sopiti.

…continua nel prossimo post!